Certificazioni, “Rossi, presidente di Accredia: “Nelle valutazioni di conformità, l’Italia è avanti, ma c’è ancora tanto da fare”

Certificazioni, “Rossi, presidente di Accredia: “Nelle valutazioni di conformità, l’Italia è avanti, ma c’è ancora tanto da fare”

Certificazioni, “Rossi, presidente di Accredia: “Nelle valutazioni di conformità, l’Italia è avanti, ma c’è ancora tanto da fare”

23/12/2019

Il mondo delle certificazioni è in grande crescita e l’Italia, nel panorama europeo, può essere orgogliosa della qualità del suo lavoro. Dopo aver vinto un progetto di gemellaggio con l’Azerbaijan, ora inizierà a fare formazione alla Georgia. Formazione che impegnerà i nostri esperti per anni ma che, dall’altra parte, vuol dire soddisfazioni, nuove esperienze utili a crescere ed entrate economiche, sotto forma di rimborsi spese, provenienti dall’Europa.

Abbiamo parlato con il presidente di Accredia, l’ingegnere Giuseppe Rossi.

Com’è nata Accredia?

Prima del 2009, anno di fondazione dell’ente, c’erano tre enti che si occupavano di valutare la conformità alla legge o alle norme. Poi una direttiva Europea ha imposto di unire i tre dipartimenti (dipartimento laboratori di taratura, dipartimento laboratori di prova e dipartimento laboratori di certificazione e ispezione) in un unico ente, e così è nata Accredia che, però, ha mantenuto tre sedi e lo stesso personale.

Come funziona?

E’ un ente complesso e che opera a vari livelli. I due principali, però, sono: l’intervento diretto che facciamo sui laboratori certificandoli noi di persona, mentre sulle aziende che vogliono la certificazione, interveniamo sull’accreditare gli organismi in grado di fare certificazione. In tutta Italia ci sono circa 1800 enti autorizzati da noi per effettuare la valutazione della conformità di aziende o professionisti.

La certificazione è obbligatoria o facoltativa?

Alcune certificazioni sono per valutare la conformità a legge, e quindi sono obbligatorie. Altre, invece, sono facoltative perché devono certificare la conformità di una norma. Per certificare la conformità degli ascensori per esempio ci sono circa due organismi per ogni provincia d’Italia, per un totale di un centinaio, anche perché questa certificazione è obbligatoria. In altri casi è lo stesso ordine di professionisti che chiede una certificazione a garanzia di un’attività specialistica dei suoi professionisti. Diventa una specie di ulteriore specializzazione dopo laurea e master e che, in più, comprova il costante aggiornamento in materia delle normative, punto fondamentale per chi deve operare in settori delicati.

L’Italia come si colloca in Europa da questo punto di vista?

Devo dire che siamo riconosciuti e molto apprezzati. Le stesse aziende e i professionisti italiani stanno capendo il valore aggiunto che offre una certificazione. E’ la garanzia di buon lavoro, di rispetto dell’ambiente e di conformità alla legge. Valgono anche sul mercato straniero per quelle aziende che fanno export. Ormai è conditio sine qua non per lavorare. Inoltre sono gli stessi utenti a chiedere le certificazioni. Ultimamente capita anche in ambiti diversi da quelli ormai più classici, come l’edilizia e gli impiantistica. La certificazione viene richiesta anche nel food e nel turismo.