Aumenti energia 2026: cosa sta succedendo davvero a gas ed elettricità
I mercati energetici tornano sotto pressione nel 2026, ma il confronto con la crisi del 2022 racconta uno scenario diverso: rialzi contenuti, maggiore resilienza e nuovi equilibri.
I prezzi di gas ed energia elettrica sono tornati a salire nei primi mesi del 2026, riaccendendo preoccupazioni che richiamano alla memoria la crisi energetica del 2022.
Ma i numeri raccontano davvero lo stesso scenario?
L’analisi dei mercati energetici mostra un rialzo legato alle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma con intensità molto diversa rispetto ai picchi registrati quattro anni fa. Il confronto tra PSV e PUN aiuta a capire quanto pesa oggi il nuovo rialzo e quanto, invece, il sistema energetico abbia sviluppato una maggiore capacità di tenuta.
Gas naturale: il PSV torna a salire, ma resta distante dai livelli del 2022
L’andamento storico del PSV mostra con chiarezza la differenza tra il picco della crisi energetica del 2022 e il rialzo osservato nei primi mesi del 2026.
Fig1 – Andamento PSV gas naturale (2018–2026)

Fonte: elaborazione Innova Gruppo su dati di mercato.
Il confronto tra i valori storici
Il dato più evidente riguarda il gas naturale e il suo principale riferimento di mercato: il PSV (Punto di Scambio Virtuale), l’indice che misura il prezzo all’ingrosso del gas in Italia.
Nel 2022, nel pieno della crisi energetica internazionale, il PSV aveva raggiunto una media annuale di 128,98 centesimi/Smc. Un livello eccezionale, legato a una forte tensione sugli approvvigionamenti e a un mercato estremamente volatile.
Nel 2026 il rialzo c’è stato, soprattutto dopo le tensioni geopolitiche di fine febbraio, ma con numeri decisamente più contenuti.
L’andamento degli ultimi mesi
A febbraio 2026 il PSV si attestava a 37,7 centesimi/Smc.
A marzo è salito a 55,8 centesimi/Smc, segnando un incremento importante.
Ad aprile è poi nuovamente sceso a 49,35 centesimi/Smc.
Il confronto con marzo 2025, quando il valore era di 45,5 centesimi/Smc, mostra un mercato in rialzo, ma ancora lontano dagli squilibri del 2022. Una lettura coerente anche con le più recenti analisi della Banca Centrale Europea, che rilevano come l’aumento del gas registrato nelle ultime settimane resti sensibilmente inferiore rispetto alla crisi energetica di quattro anni fa.
Energia elettrica: il PUN cresce, ma il mercato resta sotto controllo
Anche il PUN evidenzia un incremento recente, ma con valori ancora lontani dai livelli straordinari registrati nel 2022.
Fig.2 – Andamento PUN energia elettrica (2018–2026)

Fonte: elaborazione Innova su dati GME.
Il confronto con la crisi energetica
Anche sul fronte elettrico il quadro segue una dinamica simile. Il riferimento è il PUN (Prezzo Unico Nazionale), l’indice che rappresenta il prezzo dell’energia elettrica acquistata sul mercato all’ingrosso italiano. Nel 2022 il PUN aveva raggiunto una media annuale di 304 €/MWh, il valore più alto degli ultimi anni. Un livello che aveva inciso in modo pesante sui costi energetici di imprese e famiglie. Nel 2026, pur in presenza di un nuovo rialzo, il divario resta netto.
I dati del 2026
A febbraio 2026 il PUN era pari a 114,4 €/MWh.
A marzo è salito a 143,4 €/MWh.
Ad aprile è nuovamente sceso a 119,5 €/MWh.
Il dato di aprile risulta sostanzialmente allineato a marzo 2025, quando il prezzo era di 120,6 €/MWh. Un segnale importante: il rialzo esiste, ma non mostra la stessa intensità sistemica osservata nel 2022.
2026 e 2022: due scenari energetici diversi
Il confronto tra i due momenti è netto. Nel 2022 il sistema energetico europeo affrontava una crisi strutturale sugli approvvigionamenti.
Nel 2026 il mercato sta reagendo a uno shock geopolitico che ha generato volatilità e rialzi, ma in un contesto energetico più preparato, con maggiore diversificazione delle fonti e una capacità di risposta più rapida. I dati disponibili mostrano quindi una differenza sostanziale: il mercato ha assorbito l’impatto senza riprodurre, almeno finora, le condizioni estreme vissute quattro anni fa.
Leggere il mercato energetico oggi è una scelta strategica
Il mercato energetico resta esposto alle dinamiche geopolitiche e ai loro effetti sui prezzi. Anche quando i rialzi risultano più contenuti rispetto alle grandi crisi del passato, la volatilità continua a incidere sui costi di imprese e attività energivore. Per questo monitorare l’andamento della materia prima non basta. Serve verificare la struttura delle forniture, leggere correttamente le voci di costo in bolletta, controllare oneri, condizioni contrattuali e profili di consumo.
Una bolletta energetica oggi dice quanto si spende. Se letta correttamente, indica soprattutto dove si può intervenire. Ogni rialzo del mercato impatta in modo diverso su ogni fornitura: è nella lettura della bolletta e del contratto che si misura il vero spazio di intervento.
La volatilità del mercato non si controlla. Le condizioni della propria fornitura, invece, si possono verificare e ottimizzare.
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