Da ora in poi a occuparsi degli pneumatici fuori uso (Pfu), anche quelli acquistati in internet, saranno i produttori e gli importatori. A questo riguardo, infatti, il 23 aprile 2020 è entrato in vigore il nuovo regolamento sulla disciplina degli obblighi gestionali relativi agli pneumatici fuori uso, il Dm 182 del 19 novembre 2019 (Gazzetta Ufficiale dell’8 aprile 2020), che concretizza in maniera puntuale il principio della responsabilità estera del produttore dei beni da cui derivano i rifiuti. Il cuore del regolamento fa riferimento alle nuove previsioni comunitarie (direttiva 8517/2018) che prevede l’obbligo di ripresa degli Pfu da parte di produttori e importatori di pneumatici organizzati in appositi sistemi associati. Il nuovo regolamento introduce maggiori controlli sugli acquisti effettuati online mediante l’istituzione di una figura chiamata “rappresentante autorizzato”, alla quale produttori e importatori di pneumatici, aventi sede all’estero, devono assegnare il mandato con rappresentanza per adempiere gli obblighi di gestione dei rifiuti derivanti dall’impiego degli pneumatici venduti. Perciò in questo settore non ci potranno più essere gestori anonimi di siti improvvisati di e-commerce per la vendita di gomme per veicoli, ma tutta la filiera dovrà essere rintracciabile e ben controllata. In Italia il mercato degli pneumatici fuori uso è particolarmente importante perché ogni anno, tra ricambi e demolizioni, ne arrivano a fine vita circa 400 mila tonnellate, e le aziende del Paese, coinvolte nel percorso di raccolta e trasporto delle gomme a fine vita, sono circa un centinaio. Tra le novità introdotte dal regolamento ci sono anche i seguenti punti: l’obbligo per gli impianti di trattamento di dotarsi di un sistema di lavaggio per i pneumatici fuori uso in ingresso per eliminare le impurità, l’istituzione di campionamento e analisi sul materiale riciclato in uscita, la certificazione del produttore su ogni lotto di produzione del materiale riciclato che viene definito come “gomma vulcanizzata granulare”. Il regolamento, quindi si appresta a trasformare gli pneumatici fuori uso in una vera risorsa economica. Con le gomme arrivate a termine, infatti, si possono produrre materiali riutilizzabili in vari ambiti: dal triturato utile nei settori dell’energia elettrica, dei cementifici e delle opere edili, ai granuli, utili per campi di calcio, pavimentazioni sportive e isolanti acustici. Il polverino che viene prodotto dal riciclo degli pneumatici, invece, è utilizzato nell’asfalto, nei sigillanti e negli articoli in gomma.

Da ricordare che dal nuovo regolamento sono esclusi gli pneumatici da bicicletta, le camere d’aria, le guarnizioni in gomma, gli pneumatici per aeroplani e per aeromobili in genere. Per ulteriori informazioni e approfondimenti rivolgersi a Innova telefonando allo 0547/75621 o scrivendo un’email a info@innovagruppo.it.