Deposito incontrollato di rifiuti: quando possiamo parlare di reato? La Corte di Cassazione, con la sentenza n.40778 del 4 ottobre 2019, ha precisato che, per prefigurare tale reato, è sufficiente l’accumulo alla rinfusa (non per esatta qualificazione dei rifiuti e in luogo diverso da dove vengono prodotti) con condotta ripetuta e che non rilevi la parziale riciclabilità del materiale depositato. L’occasione per ribadire le specifiche del reato è stata la denuncia a carico di un imprenditore di Genova che aveva trasformato, senza autorizzazione, uno spazio privato in deposito accumulando considerevoli quantità di rifiuti. Inoltre un deposito incontrollato si può chiamare tale quando lo stesso non prelude ad alcuna operazione di smaltimento o di recupero. Ciò che è legittimo, invece, è il deposito temporaneo di rifiuti che consiste in un raggruppamento di rifiuti effettuato prima della raccolta nel luogo in cui gli stessi sono stati prodotti, a precise condizioni, secondo categorie omogenee. In ogni modo sia che il deposito temporaneo sia di rifiuti pericoli o non pericolosi, il deposito temporaneo non può avere durata superiore a un anno. Per approfondire il tema telefonare allo 0547/75621 o scrivere a info@innovagruppo.it